ESEMPIO E RICORDO: GRAZIE “SERGENTE” SINISA

NADIA ZAMAME. Un confine che non ha mai oltrepassato, nonostante la sua personalità ottimista e la riluttanza a essere sconfitto.
Metabolizzare e riavviare. La prova nel calcio italiano dopo la scomparsa di Sinisa Mihajlovic non è stata semplice, in quanto fortemente condizionata da quanto l'ex calciatore e tecnico ha lasciato in termini di umanità e sport. E' stato spesso la voce fuori dal coro, con i suoi piedi da poeta e con le sue parole che sono state spesso taglienti ma senza oltrepassare mai la barriera del rispetto.
Un uomo che non ha mai insultato avversari, compagni di squadra, allenatori o giornalisti.
Un confine che non ha mai oltrepassato, nonostante la sua personalità ottimista e la riluttanza a essere sconfitto.
In un mondo dove gli insegnamenti di Sinisa hanno insegnato molto più del calcio, molto più dei trofei: la sua è stata una storia di resistenza, devozione e dignità. La leucemia sul suo viso lo ha derubato delle sue emozioni, ma il suo viso non sembrava mai cedere e la fotocamera non ha mai catturato il suo dolore.
La vita eterna era quella che riusciva ad esprimere di più su quel prato verde e che ha lasciato in eredità ai suoi ragazzi in veste di allenatore.
L'esempio
Il Sinisa Mihajlovic dei giorni nostri non indossava scarpette da calcio, ma cappellino rossoblù e tuta del Bologna. Al massimo una sciarpa blucerchiato e perché no, un completo elegante firmato Milano. La sua immagine di allenatore è stata elogiata e criticata, con le virtù generali di guidare formazioni spietate, che ha sempre utilizzato per rendersi credibile.
La qualità principale di un tecnico, ma soprattutto di una persona.
Sinisa ha insegnato come affrontare il nemico più pericoloso, affrontarlo e quasi minimizzare il suo impatto su squadre, giornalisti e tifosi. Meno spazio alle domande, più spazio al calcio: l'amore di una vita e un motivo per restare, soprattutto negli ultimi istanti.
Gli insegnamenti del calciatore e allenatore Mihajlovic si vedono in campo, quelli di Sinisa fuori dal campo.
Come dopo il suo famoso successo di recupero all'Inter la scorsa stagione, i suoi ragazzi hanno voluto festeggiare con lui sotto le finestre dell'ospedale. Un gesto più importante di un trofeo, la gratitudine della vita per lo sport più bello.

Il ricordo
C'è molto amore per Sinisa. Alcuni dicono che sia stato un guerriero, empatico e assolutamente diretto. Il vantaggio è che ha lasciato una parte di lui ovunque sia andato. Il suo sinistro appartiene a tutto il calcio italiano, e il record di 28 calci di punizione in carriera è ancora al primo posto.
Tuttavia, Sinisa ci ha regalato ricordi che abbattono i muri del gioco del calcio. Ci ha insegnato a vivere la vita al massimo anche quando lasciarsi andare sembra il modo più semplice. Ci ha insegnato anche a trovare un atteggiamento positivo e ad essere appassionati di ciò che si fa, anche se si ha un pesante fardello sulle spalle.
Mihajlovic è uno dei pochi personaggi del calcio che ogni tifoso sembra conoscere da sempre: una figura simpatica, un classico "ce ne fossero come lui" e al quale, purtroppo, è dovuto un ultimo e commosso addio.
