SARA KHADEM: SCACCHISTA RIBELLE

29.01.2023
Foto di LASTAMPA.it
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NADIA ZAMAME. Ai Mondiali di scacchi senza il velo, l'iraniana fugge in Spagna

Sara Khadem, 25 anni, a dicembre ha partecipato, senza il velo (obbligatorio per le donne in Iran), ai Campionati Mondiali di Scacchi Rapidi della Federazione Internazionale di Scacchi (FIDE) ad Almaty, in Kazakistan.

Il gesto è stato visto come una dimostrazione di sostegno alle proteste che hanno scosso la Repubblica islamica dalla morte in custodia il 16 settembre di Mahsa Amini. La ragazza curdo-iraniana di 22 anni era stata arrestata tre giorni prima dalla polizia per presunta violazione del codice di abbigliamento del Paese.

Khadem, il cui vero nome è Sarasadat Khademalsharieh, ha spiegato in varie interviste, che prima del torneo in Kazakistan indossava il velo solo se c'erano le telecamere, perché rappresentava l'Iran.

"Ma con il velo non sono io, non mi sento bene, e quindi volevo porre fine a quella situazione. E ho deciso di non indossarlo più", ha aggiunto, nelle sue prime dichiarazioni da quando è arrivata in Spagna a gennaio con il marito e il figlio di 10 mesi.

Spiega che ha pensato di lasciare il suo paese dopo la nascita di suo figlio.

"Ho iniziato a pensare di vivere in un posto dove Sam potesse uscire e giocare senza preoccuparsi di cose del genere. La Spagna sembrava l'opzione migliore". Sara aggiunge che vorrebbe continuare a rappresentare l'Iran ai tornei di scacchi e ha in programma di diventare una streamer online, presentando programmi di scacchi.

Foto di Sportstar.com
Foto di Sportstar.com

Gli atleti iraniani sono tenuti a rispettare il rigoroso codice di abbigliamento della Repubblica islamica per le donne, in primo luogo il copricapo, quando rappresentano il loro paese in occasione di eventi internazionali. Sara Khadem dice anche di sperare che i suoi parenti in Iran non "subiscano rappresaglie perché se qualcuno deve dare una spiegazione per le mie azioni, sono io, non loro, perché questa decisione è stata solo mia".

La scacchista è passata dall'essere considerata la più grande promessa degli scacchi iraniani a un simbolo per tutti i connazionali che lottano contro il regime e soprattutto contro le restrizioni e le violazioni dei diritti umani.

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